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OZONO

AMBIENTE A RISCHIO CONTAMINAZIONE BATTERICA

E' fondamentale mantenere idoneo il livello igienico-sanitario all’interno di ambienti quali spogliatoi, bagni pubblici, ecc.Al fine di ridurre la contaminazione microbiologica ecco che assume un ruolo fondamentale la "pulizia" quotidiana.Sappiamo bene infatti che questi sono l’ambiente “naturale” per la diffusione e la proliferazione di germi e agenti potenzialmente patogeni, come funghi, batteri e virus e questo anche a causa del numero di persone che vi entrano utilizzando servizi igienici e docce, lasciando terreno fertile e contribuendo inevitabilmente ad una contaminazione microbiologica.

Il senso di responsabilità, il rispetto nei confronti dei propri atleti/clienti, ma sopratutto la consapevolezza dei rischi che si corrono in tali ambienti, molti gestori di queste strutture sanno quanto sia importante avere uno spogliatoio pulito, non solo per motivi di immagine e professionalità, ma soprattutto per motivi di salute.

Dall'altra parte è importante ricordarcelo, che chi frequenta gli spogliatoi dovrebbe come prima precauzione oltre che contribuire a mantenere l’ambiente privo di virus o batteri,indossare sandali da doccia o infradito per evitare appunto che i germi che possono diffondersi attraverso il contatto dei piedi. 

PULIRE NON BASTA OCCORRE SANIFICARE A FONDO OGNI SUPERFICIE

Interveniamo con trattamenti/sanificazione mediante ozono (scopri di più) allo stato gassoso o stabilizzato in soluzione acquosa in grado di ridurre il rischio di contagio arrivando a sanificare fino al biophilm.

CONTROLLO DELLA QUALITA' IGENICO SANITARIA DELLE SUPERFICI MEDIANTE TEST ATP

L'ATP è una molecola presente in ogni cellula in e intorno alle cellule viventi, come tale fornisce una misura diretta di concentrazione salute biologica viene quantificato misurando la luce prodotta attraverso la reazione di enzimi ossidanti mediante utilizzo di un bioluminometro ( teniamo presente che esso misura contemporaneamente l’ATP batterico e cellulare) e la quantità di luce prodotta è direttamente proporzionale alla quantità di ATP presente nel campione.

IL BIOLUMINOMTERO

I bioluminometri sono strumenti che vengono impiegati in tutte quelle applicazioni di monitoraggio dell’igiene delle superfici ed impianti, necessarie in un’industria alimentare, farmaceutico, cosmetico ecc.. Rilevano con estrema semplicità anche la presenza di residui alimentari, poiché misurano contemporaneamente l’ATP (adenosina trifosfato, una sostanza presente in tutte le sostanze animali e vegetali, compresa la maggior parte dei rifiuti alimentari, batteri, funghi e altri microorganismi) batterico e cellulare. Un monitoraggio di questo tipo consente di verificare con accuratezza l’effettiva pulizia degli ambienti di lavoro prima di cominciare le consuete procedure lavorative.Per ogni strumento sono impiegati i relativi tamponi monouso dotati dei necessari reagenti predosati, la risposta viene visualizzata sul display in 15 secondi circa.

COME SI EFFETTUA IL TEST ATP

Un campionamento corretto consiste nel passare il tampone di raccolta su un’area che deve essere preventivamente presa come standard per ciascun campionamento; per superfici ampie si consiglia un’area di 10×10 cm.
Una volta avvenuto il campionamento, il tampone si deve riporre nel suo cappuccio di protezione e si può analizzare subito o mantenere fino a 4 ore prima di procedere con l’attivazione della reazione chimica e di eseguire la lettura nello strumento.
Quando si decide di procedere con l’analisi, mediante un semplice movimento e pressione delle dita, si rompe la capsula contenuta nel tappo del tampone e si mette in contatto il reattivo luciferasi con il campione.
Una volta attivata la reazione, il tampone deve essere inserito nel bioluminometro entro 60 secondi.
Il bioluminometro riporta sul display un valore espresso in RLU che è direttamente proporzionale alla concentrazione di ATP presente nel campione.
Lo strumento di default considera pulita ogni superficie che ha rilevato un valore inferiore a 10 RLU, non adeguatamente pulita una superficie con valori compresi fra 11 e 29 RLU, mentre ritiene sporche le superfici che rilevano letture superiori a 30 RLU.

 

 

 

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